“Goccia a goccia”: la mostra nella centrale di Maën raccontata dal curatore e giornalista Edoardo Vigna

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Gli eventi estivi curati da CVA hanno valorizzato il territorio valdostano attraverso un ampio calendario di appuntamenti tra musica, arte e cultura: l’obiettivo è quello di andare alla scoperta dei luoghi esplorandone le peculiarità e approfondire, attraverso l’esperienza diretta, i temi caldi legati alla sostenibilità.

Ne è testimonianza la mostra “Goccia a Goccia” allestita nella centrale CVA di Maën del comune di Valtournenche e curata da Edoardo Vigna, giornalista responsabile di Pianeta2030, sezione del Corriere della Sera dedicata agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’esposizione si compone di diverse forme – suoni, scritti, opere – e, come ricorda il titolo stesso, si focalizza sull’importanza di ogni goccia d’acqua, tra scarsità e accessibilità. La mostra, gratuita e carbon neutral come tutti gli eventi estivi organizzati da CVA, porta gli spettatori alla scoperta delle varie forme dell’acqua – dai ghiacciai con la loro maestosità alla profondità degli oceani – e dà loro modo di conoscere, ascoltare, capire e riflettere sulla fragilità dell’oro blu: una risorsa preziosa, ma anche a serio rischio.

Edoardo Vigna racconta a Energie Mag qual è il percorso esperienziale che la mostra propone e in che modo un evento del genere sia in grado di sensibilizzare cittadini e visitatori a un uso consapevole dell’acqua.

L’estate 2022 degli eventi CVA nasce sotto il segno di un’energia nuova, vitale, pulita e, ogni giorno, più̀ vicina. La partenza lo scorso 16 luglio, a Maën, con l’inaugurazione della mostra “Goccia a goccia”. Come nasce questo progetto?

È stata una fortunata coincidenza: avevo in mente di realizzare qualcosa sull’acqua da quando Pianeta2030 – l’inserto del Corriere che io dirigo – se ne è occupato.

Avevo la piena consapevolezza di quanto il problema della siccità e l’emergenza idrica in Italia e nel resto del mondo stesse crescendo in proporzioni catastrofiche: allo stesso tempo, la scarsa reattività della politica italiana ed europea, ha dimostrato che la sensibilità sul tema dell’acqua era – e rimane – estremamente bassa. Quando CVA mi ha proposto di curare questa mostra ho pensato che fosse l’occasione perfetta per creare un quadro e raccontare con la forza dei fatti – in modo diretto e creativo – l’importanza della risorsa idrica nella nostra vita. La mostra passa attraverso vari livelli e ha dato occasione anche di usare le parole dei filosofi, dei leader religiosi e dei poeti per parlare al cuore delle persone.

Al centro della mostra c’è l’importanza di ogni goccia d’acqua, tra scarsità e accessibilità. In un periodo di grave crisi idrica come quello che stiamo vivendo, quanto possono essere significative le installazioni sonore? Un modo semplice e diretto di sensibilizzare?

Le installazioni hanno colpito molto anche me e il punto focale è proprio quello di coinvolgere le persone per sensibilizzarle e alzare la consapevolezza sull’importanza dell’acqua. Quando ci laviamo i denti o ci facciamo la barba lasciando il rubinetto aperto, dimostriamo di non avere questo tipo di coscienza. L’arte riesce a smuovere la coscienza. L’artista che ha realizzato le installazioni si è focalizzato sia sull’aspetto visivo che del suono ed è stato molto bravo perché ha trovato una soluzione semplicissima, facendo risuonare delle gocce. Quell’installazione fa capire quanto ogni singola goccia risuoni nella natura e nella nostra anima ricordandoci che di quella materia siamo fatti.

Nella mostra si parla anche delle soluzioni da adottare: dall’uso delle energie rinnovabili alle tecniche intelligenti in agricoltura, fino al recupero delle acque di scarto. Tutte componenti che ci portano al raggiungimento dei primi obiettivi di sviluppo sostenibile fissati al 2030. Quale, secondo lei, il messaggio più potente che la mostra riesce a trasmettere in termini di cambiamento ecosostenibile?

Credo che la forza del messaggio costruttivo per un cambiamento ecosostenibile nasca in questa mostra innanzitutto dalla lettura dei dati dei primi pannelli relativi alla minaccia che incombe su di noi e a come la Terra si stia via via deprivando dell’acqua potabile. Solo leggendo quei dati si può capire quanto drammatica realmente sia la situazione. Le nostre generazioni sono state abituate a pensare a un mondo che automaticamente trova soluzioni ai problemi che nascono: non ci siamo mai resi conto che, in realtà, il problema della difesa della Terra ci riguarda direttamente. Difendere la terra è un atto di “altruismo utilitaristico”: difendiamo la terra perché vogliamo difendere la sopravvivenza del genere umano. Ecco perché è importante prendere coscienza che se lo si fa è per noi stessi. Il messaggio vero sta già nel titolo, pensato da CVA e che trovo bellissimo: dobbiamo difendere il patrimonio idrico sotto tutti i punti di vista.

Il tema della sostenibilità è considerato troppo spesso accessorio: come coinvolgere i cittadini ad accogliere le sfide del futuro? Come le Amministrazioni Pubbliche, l’informazione ed il mondo aziendale possono collaborare per far conoscere, capire e riflettere su questi temi?

Penso che purtroppo le situazioni drammatiche che si stanno moltiplicando in modo incontrollato in questi ultimi mesi hanno già puntato il dito verso un problema che non possiamo più ignorare. Serve mettere a fuoco le soluzioni, che ci sono, senza fermarsi al catastrofismo. È compito dell’informazione – e io nel mio piccolo cerco di farlo tutti i giorni al Corriere della Sera con il progetto Pianeta2030 – fare arrivare ai cittadini quali siano le soluzioni che possono essere pubbliche, ma che devono in primis partire da soluzioni personali. Perché è importante un impegno individuale? Perché è già una parte di soluzione: il risparmio in bolletta e nel consumo generale è significativo. Non risolve il problema, ma ci immerge nella soluzione e ci responsabilizza.

“Nel momento in cui siamo impegnati ad usare meno acqua, a spegnere la luce e usare meno gas diventiamo anche molto più esigenti con le forze politiche affinché adottino tutte le misure necessarie per poter risolvere in buona parte il problema”

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