Coca-Cola anticipa di due anni la direttiva UE: il tappo non si stacca più

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01Un’innovazione per garantire un riciclo al 100% 02Emergenza rifiuti in plastica

Si chiamano “tethered cap” e sono i tappi che rimangono attaccati alla bottiglia attraverso una linguetta, facilitando la raccolta e il riciclo. Uno stratagemma che contribuisce a diminuire l’inquinamento della plastica e che nel 2024, in base a una direttiva UE, diventerà obbligatorio per tutte le aziende produttrici di bevande in bottiglie di plastica.

01Un’innovazione per garantire un riciclo al 100%

Coca-Cola ha deciso di anticipare i termini previsti dalla Direttiva UE detta SUP: le sue bottiglie, già riciclabili al 100% da diverso tempo, sono le prime a presentare l’innovazione del “tethered cap”. In questo modo i tappi rimangono sempre fissati alla bottiglia, in modo che non si disperdano o si sporchino: due eventi che ne ostacolano il riciclo integrale.

Nello specifico, a prevedere per il 2024 questa nuova modalità di chiusura delle bottiglie è la Direttiva UE 2019/904, dedicata alle Single Use Plastics (SUP) e già approvata nel 2019 in materia di plastiche monouso. Questa normativa europea stabilisce divieti stringenti per i dieci prodotti e gli imballaggi più inquinanti che con maggiore frequenza vengono rinvenuti sulle spiagge europee. In base a queste norme, già dal 2021 non possono più essere utilizzati alcuni prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative in commercio (è il caso di piatti, bicchieri, posate). L’articolo 6 aggiunge un’altra previsione: a decorrere dal 3 luglio 2024 i prodotti di plastica monouso i cui tappi e coperchi sono di plastica possono essere immessi sul mercato solo se i tappi e i coperchi restano attaccati ai contenitori per la durata dell’uso previsto del prodotto.

 

02Emergenza rifiuti in plastica

La Direttiva risponde all’emergenza dell’inquinamento causato dalla plastica, che è sempre più grave: secondo uno studio della Commissione Ue, infatti, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. Lo ribadisce anche una ricerca di Legambiente: pezzi e frammenti di plastica o di polistirolo rappresentano il 21,3% di rifiuti presenti sulle spiagge, seguiti da tappi e coperchi in plastica per bevande con il 9,6%. In terza posizione ci sono i mozziconi di sigaretta con l’8%, poi i cotton fioc con il 7,4%. Non mancano bottiglie e contenitori di plastica per bevande, bicchieri, cannucce, posate e piatti di plastica usa e getta. Insomma, una situazione ormai fuori controllo che ha bisogno di norme sempre più stringenti e immediate per essere migliorata.

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