Redazione del bilancio di sostenibilità: le linee guida

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01Chi redige il bilancio di sostenibilità e perché? 02Le linee guida

Richiesto annualmente a organizzazioni, imprese, enti pubblici o associazioni, il bilancio di sostenibilità è un documento che attesta un rendiconto delle attività, non limitandosi ai soli risultati finanziari raggiunti, ma considerando anche l’impatto che una specifica realtà ha sul territorio e sull’ambiente. Come riporta la definizione fornita dal ministero dell’Interno in Italia, il bilancio sociale è l’esito di un processo con cui l’amministrazione rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

01Chi redige il bilancio di sostenibilità e perché?

I motivi per cui presentare il report di sostenibilità sono diversi: oltre a rispondere ad un’esigenza legislativa, presentare tale documento significa mostrarsi consapevoli e responsabili nell’adeguarsi al rispetto dell’ambiente e avere la possibilità di partecipare a progetti politici in merito. Chi deve attenersi all’obbligo del suddetto bilancio? La direttiva numero 95 del 2014 (2014/95/UE), accolta alla fine del 2016 da parte del Parlamento e del Consiglio europeo, ha sancito l’obbligo di redazione per tutte le “aziende quotate di grandi dimensioni che costituiscono enti di interesse pubblico e gli enti di interesse pubblico che sono imprese madri di un gruppo di grandi dimensioni, in ciascun caso aventi in media più di 500 lavoratori, nel caso di un gruppo, da calcolarsi su base consolidata”. Per base consolidata si intende un bilancio consolidato che soddisfi determinati criteri stabiliti dalla legge: il totale dell’attivo dello stato patrimoniale dev’essere superiore a 20 milioni di euro oppure, in alternativa, il totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni deve superare i 40 milioni.

02Le linee guida

Oggi non esiste per legge un modello unico a cui attenersi: le informazioni da rendicontare tra cui ambiente, comunità locale, personale, rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione attiva e passiva, seguono delle linee guida come quelle del Global Reporting Initiative, una realtà nata proprio con l’intento di accompagnare le aziende nel comunicare l’impatto che queste hanno sulla sostenibilità.

Seguendo il modello GRI, redigere il report vuol dire svilupparlo attraverso sei punti ad iniziare dalla mappatura degli stakeholder. Il secondo passo è l’analisi di materialità interna, che consiste nello sviscerare gli aspetti di sostenibilità tramite un coinvolgimento dei massimi rappresentanti dell’attività in questione. Dopo questo passaggio, segue un’analisi di materialità esterna, che si sviluppa tramite questionari, interviste o colloqui degli stakeholder chiave con lo scopo di arrivare ad una valutazione riguardo la rilevanza degli aspetti di sostenibilità.  Una volta evidenziati gli aspetti più rilevanti da rendicontare, essi dovranno essere descritti tramite un’introduzione dell’approccio gestionale (politica interna e procedure), un’argomentazione riguardo idonei indicatori qualitativi e quantitativi e attraverso una descrizione di precise iniziative. Successivamente, si può procedere con la raccolta dei dati in merito e la redazione del documento: i dati numerici estrapolati da diversi campi d’azione nell’ambito sostenibilità aziendale vengono tradotti in un documento che sarà leggibile per tutti.

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