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Caricabatteria universale: la proposta della Commissione europea per ridurre i rifiuti elettronici

3 minuti
01Il disegno di legge sul caricabatterie universale 02I vantaggi: ecco cosa cambierà

Affrontare il problema dei rifiuti elettronici e agevolare i consumatori: con questo obiettivo, la Commissione europea ha proposto l’utilizzo di un caricabatteria universale, un vero e proprio dispositivo universale europeo in grado di ricaricare, indipendentemente dalla marca, tuti gli smartphone, tablet, fotocamere, cuffie, altoparlanti portatili e console per videogiochi. In questo modo, la vendita di un caricabatterie sarà separata dalla vendita del dispositivo elettronico: i consumatori potranno acquistare un nuovo dispositivo senza comprare necessariamente un nuovo caricabatterie. La proposta è ora all’attenzione del Consiglio e del Parlamento Ue: ecco cosa potrebbe cambiare.

01Il disegno di legge sul caricabatterie universale

Niente più cavi da cambiare di continuo, ma un solo caricabatterie per la maggior parte dei dispositivi elettronici: dal 2024 potrebbe essere realtà. Dopo anni di proposte mai concretizzate, la rivoluzione della ricarica in Europa è pronta a partire. Finalizzato dal commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, il disegno di legge sul caricabatterie universale richiederà a tutti i produttori di armonizzare le porte di ricarica utilizzando quelle di tipo USB-C, attualmente presenti in quasi tutti i dispositivi Android con tassi di diffusione che superano l’80%. Non solo: i protocolli software per la ricarica rapida dovrebbero essere resi interoperabili tra marchi e dispositivi.

02I vantaggi: ecco cosa cambierà

Con la Direttiva in cantiere, l’Unione europea compirebbe un passo importante a favore dei consumatori e delle politiche a tutela dell’ambiente. Si stima che la riduzione della produzione e dello smaltimento di nuovi caricabatterie ridurrà la quantità di rifiuti elettronici di quasi mille tonnellate all’anno. In media, un consumatore europeo possiede circa tre caricatori, due dei quali utilizza regolarmente. Il 38% dei consumatori europei, secondo la Commissione, ha vissuto almeno una volta l’esperienza di non poter ricaricare il cellulare, perché i caricatori disponibili al momento non erano compatibili con il telefonino da ricaricare. Oltre che all’ambiente, la situazione nuoce al portafoglio dei clienti: i consumatori europei spendono circa 2,4 miliardi di euro l’anno in caricatori acquistati separatamente dagli apparecchi. Con la nuova proposta, ai produttori sarà richiesto di astenersi dall’inserire nella confezione di smartphone, tablet e auricolari anche nuovi caricabatterie, dando ai consumatori la possibilità di riutilizzare i loro vecchi cavi: scelta che persegue l’obiettivo di ridurre i rifiuti elettronici e tutelare l’ambiente. Con l’approvazione del Parlamento europeo, la proposta dovrebbe essere adottata nel 2022. La Commissione dovrebbe quindi concedere agli Stati membri un anno per recepirla nelle legislazioni nazionali e i produttori avranno poi un altro anno per implementare le norme. Se non ci saranno imprevisti, il cavo unico potrebbe ricaricare i dispositivi di tutti gli europei dalla metà del 2024.

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