Cos’è il decoupling tra prezzi del gas e dell’elettricità e perché può dare nuova spinta alle rinnovabili

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01Cos’è e come funziona il decoupling 02Chi è a favore del decoupling

Bollette in rialzo e previsioni incerte sulla tenuta del sistema energetico: i prossimi mesi non saranno semplici per i consumatori, con il problema del caro-energia che sta colpendo i consumi di imprese e privati. Sono numerose le proposte in discussione sul tavolo dell’UE, visto che l’Europa è uno dei paesi più colpiti dalla crisi energetica a causa della sua dipendenza dagli approvvigionamenti di gas e petrolio russo, rispettivamente al 40% e 26% fino all’anno scorso secondo i dati Eurostat. Cosa fare?

Oltre al dibattuto price-cap, il tetto al prezzo del gas sul quale si sta formando l’accordo a livello europeo dopo mesi di discussioni, l’altra misura che da tempo è sul tavolo dei politici della UE si chiama decoupling.

01Cos’è e come funziona il decoupling

Con il termine decoupling si intende il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas. Sappiamo infatti che in Europa il costo dell’elettricità è legato a quello del gas. Da mesi leggiamo che il prezzo del gas è ormai decuplicato, condizionando al rialzo anche i prezzi dell’elettricità. Il prezzo del gas si forma sul TTF (Title Transfer Facility), un mercato all’ingrosso virtuale con sede ad Amsterdam dove le contrattazioni avvengono in contratti futures.

Cosa significa? Gli operatori comprano e vendono i futures, negoziando i prezzi di acquisto e di vendita del gas naturale con diverse scadenze e determinando ogni giorno il prezzo che il gas naturale potrebbe avere a distanza di mesi. I prezzi così determinati sono estremamente volatili perché variano di continuo in base alle contrattazioni, alle contingenze del presente e anche alle speculazioni. I prezzi fissati al TFF appaiono sganciati dalla realtà, proprio perché determinati tramite i futures e dalle aspettative a breve e medio termine.

Ecco che allora si capisce l’utilità del decoupling, che permette di disaccoppiare i valori di gas ed elettricità, di separarli. Lo scopo? Vendere a prezzi più bassi l’elettricità generata da altre fonti rispetto al gas, tra cui spiccano appunto le fonti green.

La difficoltà nell’attuare questa misura sta nel fatto che essa impone di riorganizzare tutto il sistema dei prezzi, e per arrivare a questa determinazione è necessario procedere ad analisi, studi, accordi tra i vari Paesi UE. Insomma, una rivoluzione del sistema energetico, sulla quale non tutti sono d’accordo.

02Chi è a favore del decoupling

Italia, Francia, Spagna, Romania e Grecia sono tra i Paesi che avevano chiesto già nel dicembre 2021 una riforma del mercato dei prezzi dell’energia per favorire il decoupling e rivedere l’accoppiamento gas-elettricità. Poco convinti della rimodulazione dell’assetto esistente si sono mostrati Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Oggi la partita è ancora aperta e la Commissione europea ha poco tempo per chiarire la fattibilità di questa riforma, proponendo e mettendo a confronto tutti i Paesi europei che oggi sono consapevoli che è necessario intervenire in modo concreto per impedire un tragico effetto domino sull’economia del Vecchio Continente.

Una presa di coscienza che deve passare per una riflessione condivisa: il legame che c’è tra il costo dell’energia elettrica prodotta con le rinnovabili, e quindi acqua, sole, vento, e il prezzo massimo del gas è un legame che oggi non ha più senso visto che idroelettrico, eolico e fotovoltaico potrebbero fare da calmiere poiché non dipendono dal gas. Un motivo in più per investire concretamente in un futuro green cambiando le regole del settore energetico.

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