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Senza rinnovabili, nessun futuro: dall’Onu 5 principi per velocizzare la transizione ecologica

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01Diffusione e condivisione delle rinnovabili 02Garantire l’accesso ai componenti e alle materie prime 03Riformare le politiche nazionali per accelerare le autorizzazioni 04Spostare i sussidi dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili 05Gli investimenti devono essere subito triplicati

Sono cinque le azioni prioritarie che secondo l’ONU ogni Stato deve realizzare per riuscire a vincere la battaglia contro il cambiamento climatico. Tutte si fondano su un principio fondamentale: velocizzare l’addio alle fonti fossili. Ecco come riuscirci, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

01Diffusione e condivisione delle rinnovabili

L’ONU pone un principio fondamentale: le tecnologie rinnovabili devono essere considerate come un bene pubblico. Questo significa che bisogna garantirne la diffusione e la disponibilità su scala globale per tutte le popolazioni, a prescindere dal livello di ricchezza. Per questo motivo, è necessario rimuovere qualsiasi ostacolo alla condivisione e al trasferimento tecnologico delle fonti di energia rinnovabile.

 

02Garantire l’accesso ai componenti e alle materie prime

È di grande importanza garantire un ampio accesso ai minerali necessari alla realizzazione di turbine eoliche e pannelli solari, reti elettriche e batterie per l’e-mobility. Il problema dei prezzi, della produzione e distribuzione di terre rare e materiali critici è al centro dell’attenzione internazionale, proprio per il monopolio che alcuni Paesi (in primis la Cina) hanno sull’estrazione e lavorazione di questi elementi necessari alla costruzione di componenti tecnologici e impianti rinnovabili. Secondo l’ONU si deve istituire un coordinamento a livello internazionale per garantire una transizione giusta in ogni Paese, anche attraverso maggiori investimenti nella formazione delle persone, nella ricerca, nell’innovazione e in una supply chain sostenibile.

03Riformare le politiche nazionali per accelerare le autorizzazioni

Non ci può essere cooperazione tra i diversi Stati, se prima non vengono riformate le politiche nazionali per accelerare i progetti di rinnovabili e incentivare gli investimenti dei privati nel settore. Un particolare accento viene posto dall’ONU sul problema dei ritardi nelle autorizzazioni alla realizzazione dei progetti di fonti rinnovabili su grande scala. È necessaria la razionalizzazione dell’iter autorizzativo per evitare colli di bottiglia burocratici che impediscono di fatto ai singoli Stati di raggiungere gli obiettivi di produzione di energia da rinnovabili.

04Spostare i sussidi dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili

Stop ai sussidi a sostegno dei combustibili fossili che rappresentano un enorme controsenso nella lotta al cambiamento climatico. Solo nel 2020, secondo i dati pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale, sono stati spesi circa 5.900 miliardi di dollari per sovvenzionare l’industria dei combustibili fossili anche attraverso agevolazioni fiscali. I sussidi dovrebbero invece essere spostati dalle fonti fossili a quelle rinnovabili e all’efficienza energetica. In base al recente studio dell’International Institute for Sustainable Development, se una quota tra il 10% e il 30% dei sussidi previsti per le fonti fossili fosse destinato allo sviluppo e alla ricerca delle fonti rinnovabili, potremmo rendere vicinissima la totale decarbonizzazione del sistema elettrico.

05Gli investimenti devono essere subito triplicati

L’ONU quantifica gli investimenti necessari nelle rinnovabili indicando la somma di 4.000 miliardi di dollari all’anno, che devono essere investiti in fonti rinnovabili fino al 2030, compresi gli investimenti in tecnologie e infrastrutture. Solo in questo modo potrà essere raggiunto l’obiettivo Net zero entro il 2050.

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