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Giornata mondiale dell’Acqua: che cos’è l’impronta idrica e come ridurla in casa

4 minuti
01Individua e ripara le perdite 02Chiudi i rubinetti 03Dosa il consumo di acqua nelle attività quotidiane 04Ricicla le acque usate

Sensibilizzare le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico: è questo l’obiettivo della Giornata mondiale dell’acqua.

Istituita dalle Nazioni Unite dal 1992, la ricorrenza – anche nota come World Water Day – si celebra ogni 22 marzo, con un focus diverso in ogni appuntamento: quest’anno, il tema principale sono le acque sotterranee. Pur essendo invisibili, infatti, il loro impatto è decisivo ovunque: quasi tutta l’acqua dolce liquida del mondo è sotterranea e supporta l’approvvigionamento di acqua potabile, sistemi sanitari, agricoltura, industria, ecosistemi. In molti luoghi, le attività umane sovrautilizzano e inquinano le acque sotterranee: un grave danno poiché rappresentano una preziosa risorsa nell’adattamento ai cambiamenti climatici. I consumi di acqua potabile in Italia sono i più alti d’Europa. In media, una famiglia italiana consuma in un anno da 120 a 150 metri cubi d’acqua potabile. Nel 90% dei comuni italiani, il consumo giornaliero pro capite va da 100 a 250 litri al giorno. La maggior parte dell’acqua consumata è utilizzata per impieghi non alimentari. Come è possibile tutelare le acque sotterranee a partire dalla nostra vita quotidiana? Riducendo, prima di tutto, l’impronta idrica della nostra abitazione: un indicatore che ci consente di calcolare l’uso dell’acqua, prendendo in considerazione il consumo diretto e indiretto utilizzato per produrre i beni e i servizi consumati da una persona, da una comunità o da un’impresa. Ridurre lo spreco di acqua in casa, ad esempio, è un primo passo per ridimensionare la propria impronta idrica: ecco qualche indicazione.

01Individua e ripara le perdite

120 litri d’acqua al giorno: la quantità che può consumare un rubinetto che gocciola.  Uno sciacquone che perde, invece, può corrispondere ad un incremento dei consumi in bolletta di 600 litri. Per questo, è fondamentale individuare tutte le perdite e ripararle il più presto possibile. Un suggerimento utile per accorgersi subito di eventuali perdite è leggere il contatore dell’acqua prima di andare a letto e ripetere l’operazione appena svegli. Se i due valori sono diversi è necessario verificare attentamente tutti i rubinetti, la tenuta stagna dell’impianto e delle tubature, controllare i rubinetti esterni, le guarnizioni e gli ingressi dell’acqua. Se dopo le dovute verifiche non si riesce a individuare la perdita, è bene rivolgersi a un professionista.

02Chiudi i rubinetti

Ridurre al minimo il tempo di utilizzo della rete idrica significa consumare acqua responsabilmente: ci sono piccole azioni che permettono di farlo. Ad esempio, chiudere i rubinetti mentre ci si insapona sotto la doccia o ci si lava i denti. Anche in cucina, è bene non lasciar scorrere l’acqua inutilmente mentre si lavano i piatti. Nella cura del giardino, invece, se le zone da innaffiare sono distanti tra loro è consigliabile chiudere l’acqua prima di spostarsi.

03Dosa il consumo di acqua nelle attività quotidiane

Anche i gesti più banali possono fare la differenza: cambiare il modo di consumare l’acqua significa prima di tutto diventare consapevoli e responsabili. Fare la doccia invece del bagno va bene, ma a condizione che sia una doccia veloce. Impostare un timer o un orologio in bagno per controllare la durata della doccia è un modo per tenere sotto controllo il tempo e gli sprechi. In cucina, se non si possiede una lavastoviglie, è meglio optare per un lavandino a due vasche, uno per il lavaggio e l’altro per il risciacquo. Ai fornelli, tenere presente che la pentola a pressione utilizza meno acqua. Per placare la sete, meglio scegliere l’acqua del rubinetto invece delle bottiglie di plastica, soprattutto se è di buona qualità. Se necessario, installare un filtro sul rubinetto.

04Ricicla le acque usate

Utilizzare tutta l’acqua pulita che viene sprecata: un’abitudine poco consolidate che aiuta a ridurre gli sprechi. L’acqua di risciacquo delle verdure e l’acqua di cottura (non salata), ad esempio, una volta raffreddate, possono essere usate per innaffiare le piante. Anche l’acqua del lavaggio dei piatti può essere utilizzata nella toilette per evitare di tirare lo sciacquone. L’acqua piovana permette di fare delle economie significative: installare un sistema di recupero dell’acqua piovana in giardino permette di sostituirla all’acqua potabile nell’irrigazione. Inoltre, se collegata alla casa, l’acqua piovana può essere usata per alimentare lo sciacquone e la lavatrice.

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