povertà_energetica

Che cos’è la povertà energetica e come contrastarla

8 minuti
01I numeri della povertà energetica in Italia 02Povertà energetica, le regioni italiane in cui è più diffusa 03Le azioni individuali per contrastare la povertà energetica 04Le politiche per contrastare la povertà energetica

Non esiste solo un tipo di povertà in questo momento storico. C’è quella assoluta, che riguarda le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile. Più precisamente secondo l’ISTAT, la soglia di povertà assoluta rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza. In Italia la povertà assoluta riguarda più di 1,9 milioni di famiglie (il 7,5% del totale), cioè 5,6 milioni di persone, secondo il rapporto Censis del 2022.

Ma c’è anche la povertà digitale, quella privazione di dispositivi, competenze e opportunità informatiche che nel nostro Paese iperconnesso coinvolge poco meno di una persona su due fra gli anziani e i sotto-scolarizzati.

Infine, esiste la povertà energetica. Secondo l’International Energy Agency, nei Paesi in via di sviluppo il fenomeno riguarda circa 1 miliardo di persone che non hanno accesso fisico alla rete elettrica e circa 2,7 miliardi di persone che usano combustibili sporchi e inquinanti per cucinare. Diversa la criticità che caratterizza i Paesi con economie avanzate: qui il problema riguarda la convenienza, con un numero rilevante di famiglie che pur avendo elettricità e sistemi di cottura moderni non possono permettersi di consumare tanta energia quanto vorrebbero.

01I numeri della povertà energetica in Italia

In Italia il caro-energia è tra i fattori che più preoccupano il 33,4% dei consumatori. Ma il timore sale fino al 43% tra le famiglie che si trovano in una condizione socio-economica disagiata. E il sospetto è che nel 2022 potrebbero essere 9 milioni gli italiani a rischio povertà energetica a causa del caro-bollette e dell’attuale crisi del settore. A lanciare l’allarme è la CGIA, l’Associazione artigiani e piccole imprese Mestre, che in un recente studio ha analizzato i dati del Rapporto OIPE 2021, l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, calcolati prima dello shock energetico scoppiato nella seconda metà del 2021.

Alla fine del 2021, secondo l’OIPE, la povertà energetica riguardava 2,2 milioni di famiglie italiane, circa 125 mila in più rispetto al 2020, cioè l’8,5% per cento delle famiglie. Cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche delle persone che si trovano in povertà energetica in Italia. Si tratta prevalentemente di nuclei familiari che evitano di utilizzare l’impianto di riscaldamento e che limitano notevolmente l’uso di elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie, forno e aspirapolvere.

Il rischio è che il numero di queste persone che non riescono a far fronte alle bollette aumenti soprattutto in alcune zone italiane ritenute ad alto rischio. Infatti non tutte le regioni presentano lo stesso tasso di povertà energetica.

02Povertà energetica, le regioni italiane in cui è più diffusa

La frequenza della povertà energetica è più diffusa al Sud, dove interessa tra il 24 e il 36% delle famiglie residenti. La regione che registra il tasso più elevato di povertà energetica è la Campania. Qui il numero delle famiglie che utilizza solo saltuariamente luce e gas è compreso tra 519 mila e 779 mila unità. Al secondo posto troviamo la Sicilia con una forchetta che oscilla tra i 481 mila e 722 mila nuclei familiari. Segue la Calabria: sono tra le 191 mila e le 287 mila le famiglie in difficoltà.

Presentano una vulnerabilità energetica medio-alta la Puglia (con un numero di nuclei familiari compresi tra i 223 mila e gli 383 mila), la Sardegna (tra 102 mila e 174mila), le Marche (tra 90 mila e 154 mila), l’Abruzzo (tra 77mila e 132 mila) e l’Umbria (tra 53 mila e 91 mila).

Sono considerate all’interno della fascia a rischio medio-basso, Lazio, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e la Valle d’Aosta. Queste regioni registrano tra il 10% e il 14% di famiglie in povertà energetica.

Infine, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Trentino Alto Adige rientrano nella fascia con un rischio più basso, che comprende un numero di nuclei familiari in difficoltà che varia dal 6 al 10% del totale.

03Le azioni individuali per contrastare la povertà energetica

Come risolvere questa situazione? L’obiettivo stabilito nel Piano nazionale integrato energia e clima è di ridurre la povertà energetica entro il 2030 in un intervallo fra il 7 e l’8% del totale delle famiglie.

Per vincere questa sfida, gli italiani si affidano soprattutto alle istituzioni europee. Infatti, ben l’85,6% spera che sia l’Unione Europea a contrattare in maniera centralizzata le future forniture energetiche, per ottenere un potere di negoziazione maggiore che garantirà il miglior prezzo possibile. E tra le soluzioni che gli italiani reputano più funzionali (92,9%) ci sono specifici fondi europei per favorire l’installazione di fonti di energia rinnovabili.

Ma gli italiani puntano anche all’impegno individuale nel ridurre l’impatto sull’ambiente modificando il proprio consumo energetico (87,7%). Infatti, secondo il Censis la crisi sta ridisegnando le abitudini degli italiani: Il 91,6% degli intervistati dichiara di acquistare preferibilmente elettrodomestici a basso consumo; il 90,1% di utilizzarli soltanto a pieno carico in modo da massimizzarne l’efficienza; l’84,3% riduce la temperatura del riscaldamento o rinuncia al condizionamento in alcune stanze arrivando, nel 77,7% dei casi, perfino a spegnere il riscaldamento nelle stanze meno usate.

04Le politiche per contrastare la povertà energetica

Nel nostro Paese sono poste in atto diverse politiche per contrastare la povertà energetica che possono essere distinte in tre tipologie: azioni per ridurre la spesa energetica, per migliorare l’efficienza energetica, per fornire sussidi.

Nella categoria delle politiche per ridurre la spesa energetica delle famiglie fanno parte i bonus e le detrazioni. I nuovi bonus elettrico e gas differiscono dai precedenti per gli importi che sono cresciuti sensibilmente e per la modalità di accesso, divenuta automatica per gli aventi diritto.
C’è poi il bonus per disagio fisico che prevede uno sconto per la bolletta elettrica delle persone la cui sopravvivenza dipende da macchinari medicali salva-vita, indipendentemente dal reddito. Inoltre ci sono le detrazioni, che riducono l’accisa sui primi 150 kWh di consumo mensile delle famiglie italiane e il prezzo dei combustibili usati per il riscaldamento in Sardegna, nelle aree montuose e anche nelle isole minori.

Fanno parte delle politiche per migliorare l’efficienza energetica i regolamenti, le agevolazioni fiscali, i certificati di prestazione energetica.

Infine, sono previsti i sussidi per sostenere le famiglie con redditi bassi. A partire da luglio 2021 sono stati eliminati gli oneri generali di sistema per l’elettricità, con una riduzione dell’IVA.

In base ai dati diffusi da Arera, alla fine del 2021 risultano assegnati 2,5 milioni di bonus elettrici (0,8 milioni nel 2020) e 1,5 milioni di bonus gas (0,5 milioni nel 2020) e una spesa complessiva di competenza pari a circa 700 milioni di euro, più che triplicata rispetto ai 211 milioni del 2020 (Arera, 2022 2021), e in ulteriore crescita alla fine del 2022 a oltre 2 miliardi di euro).

Per far fronte alla difficoltosa situazione e fornire un supporto concreto il Gruppo CVA ha sottoscritto lo scorso dicembre il Manifesto della Povertà economica del Banco dell’Energia, ente senza scopo di lucro che si impegna per sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale.

Adozione di una prospettiva nazionale ed estensione dell’ambito delle attività che includerà il monitoraggio della povertà energetica, la promozione di progetti territoriali, l’educazione al risparmio energetico, la costruzione di alleanze di scopo tra organizzazioni pubbliche, private e del terzo settore, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del policy maker e il coinvolgimento di nuovi stakeholder strategici: questi i punti programmatici del Manifesto sottoscritto da CVA che, in sinergia con gli altri firmatari, punta ad arginare il fenomeno della povertà energetica attraverso azioni coordinate.

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